giovedì, 13 marzo 2008
A Porta a Porta, dopo il mauvais geste di Boselli che se ne é andato maleducatamente, stasera il rosso Turigliatto si é defilato per la presenza del destro di Forza Nuova sig. Fiore.
É significativissimo del fatto che a sinistra si é sempre tentato di far tacere coloro che erano al polo opposto. Cosa che da destra non si é MAI vista.
Il signor Fiore non lo conosco, non so se ha fatto attentati o se ha istigato all'omicidio di qualche commissario, non so se ha dei cadaveri nella coscienza come tanti personaggi che circolano nel nostro Parlamento, ma dopo questa scena é diventato immediatamente simpatico.
Lui non si é alzato schifato per la presenza di questo Turigliatto che ancora ci vuole schiavi di Mosca e col pugno sempre teso. E nessuno si é scandalizzato per la compagna di partito che si era presentata l'altra volta. La compagna, compagna. Falce e martello.
Nessuno si é mai alzato schifato per le corbellerie assurde di Diliberto. Per la sfrontatezza rozza del Pecorario Scanio. E per tutte le ignobili bugie, le dei partitini comunisti.

E aggiungo che nel programma di questo signor Fiore ci sono molti punti condivisibilissimi e che moltissimi italiani sottoscriverebbero domani, dal blocco dell'immigrazione agli aiuti alle famiglie.
Se non fosse che ho deciso di votare per il PDL/Lega, darei un voto a Forza Nuova solo per fare un dispetto a quegli anti-democratici che sono i comunisti

Anche tutto questo polverone innalzato su Ciarrapico, comincia a stufare. É liberissimo di dire quello che gli pare, anche di essere fascista. A casa mia si é liberi di essere fascisti e comunisti quanto si vuole, basta che nessuno voglia impedire all'altro di esprimersi.
postato da: mammamia alle ore marzo 13, 2008 19:14 | Permalink | commenti (57)
categoria:comunismi, libertà, destra e sinistra
sabato, 29 settembre 2007
In questi ultimi tempi il Partito Liberale canadese é nei guai.

 Non solo ha perduto le elezioni l'anno scorso, ma si sta affossando sempre di piu' a favore del Partito Conservatore da una parte e del Nuovo Partito Democratico ( sinistra) dall'altra.

Poche settimane fa in un' elezione parziale riguardante alcune zone di Montreal e altre cittadine, ha perso su tutta la linea, perfino in un quartiere che era stato per tradizione liberale da 40 anni.
Cosa sta succedendo?
Siccome il pesce puzza sempre prima dalla testa, il problema é il leader.

Infatti, l'anno scorso, dopo le dimissioni di Paul Martin che aveva perso le elezioni, é stato eletto un leader,Stéphane Dion, che é persona scolorita, insignificante, benché colta e di lunga carriera politica.
I Liberali avevano la possibilità di eleggere Michael Ignatieff, che era stato perfino favorevole alla guerra in Irak, ma hanno avuto paura della sua lunga permanenza negli USA, hanno temuto la sua personalità, e hanno voluto eleggere l'intellettuale moderato.

Per riallacciarmi al discorso precedente, quello sul modo di intendere la linea di un Partito, la vaghezza di intenti crea confusione negli elettori.
Tralasciando il termine "fascista" che non dovrebbe esser mai usato a vanvera, gli elettori si aspettano da un leader della destra, certe prese di posizione e altre da uno della sinistra.
Le istanze bipartisan dovrebbero  restare casi eccezionali.



postato da: mammamia alle ore settembre 29, 2007 01:39 | Permalink | commenti (20)
categoria:politica, destra e sinistra
mercoledì, 25 luglio 2007
In questi giorni il vecchio nascente Partito Democratico sta compiendo sforzi disumani per presentarsi agli elettori italiani.
Ci ha mostrato il volto sciupato di un "giovane" dell'ex-PCI, poi Quercia, poi Ds e forse ne dimentico qualcuno, e ci ha detto che sarà il novello candidato Premier.
Naturalmente é cosa decisa, ma per non offendere troppo Prodi e per sembrare democratici, ci rifila un'altra farsa di elezioni primarie all'americana, che all'americana non sono per niente.

Intanto lo spottone si accende ogni giorno con una nuova candidatura. Un giorno la "freschezza" della Bindi, un altro l'ex di tutte le stagioni e di tutte le aziende, Furio Colombo, un altro nientemeno che Pannella e via dicendo.

In questa parata si é ultimamente inserito anche un personaggio sconosciuto a tutti. Un certo Adinolfi, che se chiedi al tuo vicino di casa o su un tram affollato, nessuno sa chi é.
 
Ebbene questo Adinolfi é, udite, udite, un blogger di centro-sinistra!
E chissenefrega, diranno tutti.

Infatti non gliene frega a nessuno, salvo a quelli del novello PD, che raccattano di tutto pur di rimontare la china  e ad alcuni bloggers che si definiscono di centro-destra e che gli hanno addirittura dedicato un manifesto ammirativo per il suo coraggio di passare alla politica vera.

Un manifesto cosiddetto bipartisan che se da una parte  riconosce al tipo il merito di avanzare,  dall'altra accusa i bloggers di centro-destra di essere statici ed autoreferenziali , "onanisti"  e implicitamente "inferiori" agli abili sinistrorsi.

Questa cosa é rimbalzata sui giornali di parrocchia sinistra e subito articoli sulla Stampa e sul Corriere, nonché su radio 3 in cui si dice che anche i  "piu" importanti bloggers di centro-destra"   si sono complimentati  con il tizio Adinolfi.

Ma quali importanti bloggers di centro-destra?

Chiariamo subito l'equivoco:
É un gruppetto di bloggers che ha il complesso d'inferiorità nei confronti della vecchia sinistra.
 Un gruppetto che, subito dopo le elezioni passate, ha cominciato a fare le pulci al centro-destra in ogni occasione.
Un gruppetto che non condivide le istanze classiche di una coalizione di destra e che ha sempre mal digerito tutte le iniziative concrete che il centro-destra ha cercato di portare avanti.
Dal Manifesto di Marcello Pera, alla Rivoluzione di Guzzanti, alla Manifestazione del 2 dicembre scorso, al Family Day. Tutti grandi successi del centro-destra.

Detto questo, facciamo finta di credere che siano in buona fede e domandiamoci: Cui prodest?

Mettere sotto i riflettori, per quel poco che sia, un tale  di sinistra che non ha niente di nuovo da dirci e sopratutto a noi che non siamo mai passati per le esperienze sbagliate e le successive autocritiche dei compagni, é mossa intelligente e produttiva?
Far scrivere sui giornali che i bloggers di centro-destra si prostrano di ammirazione per questa bella novità?
É politica sana?
No.

Chi ha esperienze in altri Paesi come gli Stati Uniti e il Canada, sa che queste cose precedono sempre uno spostamento da un'area all'altra, perché altrimenti gli scontri sono duri e non si fanno regali a nessuno.
É vero che a loro fa un tantino ribrezzo votare Prodi o Veltroni, a chi non lo farebbe?
Ma sono disposti a ingoiare il rospo, pur di ottenere visibilità nei loro blogs oppure un posticino in un giornale oppure ancora un posticino in salita in qualche partito "democratico".

Niente a che vedere con la libertà e l'individualismo propri del blogger di centro-destra. Colui che scrive per se stesso e per le cose in cui crede, da casa sua. In pigiama o in camicia.
Senza padroni e con la  voglia di comunicare il proprio pensiero e di contribuire, anche se in minima parte, al bene del proprio Paese.

Da leggere anche:
Perla: Adinolfi e il nientismo virtuale


postato da: mammamia alle ore luglio 25, 2007 01:50 | Permalink | commenti (33)
categoria:politica, destra e sinistra
domenica, 13 maggio 2007
Ieri Berlusconi, intervenendo al Family Day, ha detto che alcuni gruppi di ispirazione cattolica non dovrebbero trovarsi a sinistra coi mangiapreti.
É esattamente quello che ho sempre pensato anche io che ne avevo fatto un post.

Di fatto una maggioranza di governo non esiste piu'.

Sono felicissima che abbia partecipato alla Festa della famiglia.
Chi meglio di lui, che ha ben cinque figli e li fa vivere benissimo, poteva partecipare di diritto a quella manifestazione?
Poi vorrei dire al nostro Silvio che non dia piu' retta a coloro che cercano di trasformare il centro-destra in una copia della sinistra.
Niente radicaloidi che sputano sulla Chiesa e sui laici che non la pensano come loro e vogliono imporre cose che non ci appartengono culturalmente come i dico/pacs.
Costoro stanno già strappandosi le vesti e vanno dicendo che il centro-destra fa schifo solo perché lotta per le cose serie e non per i giochi della parte immatura del nostro Paese.

Non ci interessa cosa pensano e non hanno voti sufficienti per cui valga la pena tenerseli buoni. meglio che vadano con Prodi e compagnia. Non ne sentiremo la mancanza.

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A proposito di Famiglia, siccome sono una tri-mamma, ho passato una bellissima festa della Mamma, con tutta la mia fantastica famiglia italiana.
postato da: mammamia alle ore maggio 13, 2007 18:21 | Permalink | commenti (22)
categoria:dico, berlusconi, destra e sinistra
mercoledì, 25 ottobre 2006
Riporto qui un articolo preso dal blog di un Gay Conservatore. É in inglese e ora non ho tempo di tradurlo, ma spiega benissimo cosa vuol dire rispettare l'individuo, come lo fanno i Conservatori e non i movimenti politici ( di sinistra) militanti.
Va a pennello anche per i Riformatori, quelli che da destra promuovono il movimento gay senza riflettere che é prerogativa non liberale, ma collettiva.

Individualism of Right Preferable to Left’s Ideology of Gay Identity

When I was coming out as a gay man in the early 1990s, I searched in vain for books which could help me deal with my difference. With the possible exception of Andrew Tobias’ (then published under the alias John Reid) The Best Little Boy in the World, I didn’t find a single book where the ideas or anecdotes corresponded to my ideas, my feelings or even my hopes. To be sure, there were a few novels I read and enjoyed, but too many included some notion of a gay consciousness, sense of some sort of abstract group identity, defined by the community rather than individual gay men and women.

That is, until 1993, when I discovered Bruce Bawer’s A Place at the Table: The Gay Individual in American Society. That wonderful book comes to mind today primarily because of its subtitle–the Gay Individual in American society. The other books developed an abstract notion of gay identity, based on the sociopolitical values of the gay community. As if merely by coming out, we abandon the values and ideas of those around us.

Given the focus on a community identity, it’s no wonder that so many gay activists — and their allies on the left — have difficulty grasping the notion of a gay conservative. So, so many on the left show so little sympathy for the lives of those individual gay men and women whom they would out to advance their partisan agenda.

Not only do they lack sympathy for these individuals, but it seems that some of those involved in the “outing” campaign want to punish them for not being “good homosexuals,” that is, by not adopting the party line on what it means to be gay. It almost seems that they want us to suffer. And their notion of coming out is not to promote the well-being of the individual gay man or lesbian, but so that her or she can become part of an interest group which promotes a left-wing agenda and works to elect Democrats to office.

They see us not as gay individuals, but as members of yet another interest group advancing the left-wing cause. No wonder they treat us as apostates.

While many of the leaders of the gay movement see themselves as part of a broad “progressive” force to change society, gay conservatives know that the modern American conservatism developed in opposition to the growth of the secular state. At least since Barry Goldwater, their focus has been on freedom, the right of the individual to live his life as he sees fit. Individualism has been at the core of American conservatism since its very early days. For example, in the 1960s, at the dawn of the American conservative movement, Chicago students called their quarterly journal the New Individualist Review.

It is this no wonder as Bruce noted yesterday that American conservatives are sticking up for Gays. They respect the privacy of gay Republicans, not necessary because we’re gay or Republican, but because we’re individual citizens. They may not agree some of our choices, but they respect our right to make them.

And that is really the difference between contemporary American conservatism and the ideology that defines the American left. Most of those on the right see us as individuals who should be left to live our lives as we see fit. While too many of those on the left see us as members of a group who should have the attitudes they deem appropriate to that group.

They may claim that they are for gay people and promote legislation which is supposed to advance our cause, yet when it comes to individual dealings with particular homosexuals, too many of them are no different that their social conservative adversaries — for they have a fixed notion of what it means to be gay. And that is why, in most debates, I side with the conservatives for as has been made manifest in numerous blog posts and even Op-Eds, the thinkers on the right, the true heirs of Abraham Lincoln, Barry Goldwater and Ronald Reagan nor interested in bashing gays or even in using the state to advance their interests, but in treating us as individuals and letting us alone to live freely as individual Americans.

Since George Washington, the rallying cry of Americans has been liberty, freedom. And that freedom extends to gay people, whether they’re conservative or liberal, even if they want to live in the closet. We may not agree with their choice, but we support their right to make it. It’s their lives we’re talking about, not ours.

It’s time for gay leftists to stop being such nosy busybodies and learn to appreciate the diversity of our community. And take the time to understand why some gay people may not share their political ideology.

- B. Daniel Blatt 

postato da: mammamia alle ore ottobre 25, 2006 02:30 | Permalink | commenti (11)
categoria:omosessuali, pacs, destra e sinistra
martedì, 10 ottobre 2006
Leggo sul blog di Taradash : America Mercato Individuo, la proposta di dare appunto un'anima libertaria al centro-destra.
Mi domando: ma perché?

Noi stiamo bene cosi', grazie tante
. Non abbiamo nessun bisogno che la destra si metta ad introdurre le stesse iniziative "progressiste" che ha sempre fatto la sinistra.

É solo un tentativo di giustificare la loro presenza ( dei Riformatori) nel centro-destra?
É perché a loro non piace lo statalismo delle sinistre che si vuole cambiare l'anima del centro-destra e trasformarla in una brutta copia della sinistra?

A destra siamo sempre stati liberali e anti-statalisti da molti anni, anche quando Pannella stava incollato alle sinistre negli anni settanta.
Siamo stati liberali anche quando ti chiamavano fascista.
E siamo liberali anche oggi che continuano a chiamarti fascista perché difendi il diritto della Chiesa Cattolica di esprimersi e cerchiamo di ostacolare una deriva lassista e antidemocratica di dittatura delle minoranze.

Siamo liberali, ma ci teniamo a casa nostra, al nostro Paese e non vogliamo che diventi una brutta copia dell'Olanda del Partito dei pedofili o dei drogati o di coloro che non sanno costruire nulla.

Per essere liberi in una societa' libera ci vogliono dei limiti e delle regole chiare.
 Una politica di liberta' sull'economia e sulla libera iniziativa, ma che tiene preziosamente alla propria tradizione fondata sulla famiglia.
Cosa che la sinistra non ha mai fatto, anzi, ha sempre scoraggiato, tanto da farci trovare in queste condizioni di Paese che non si rinnova, di Paese che favorisce  un'immigrazione squalificata e retrograda piuttosto che dare strumenti ai giovani affinché possano costruirsi una famiglia e un'avvenire decente.

Mi spiace, ma a destra non abbiamo bisogno di quell'anima libertaria se ci vuole far passare la legalizzazione della droga
, il matrimonio delle coppie omosessuali e gli esperimenti incontrollati sugli embrioni.
Abbiamo gia' dato.
Anni e anni di governi di centro-sinistra ci hanno spossato e vogliamo dei punti fermi.

Ora le priorita' sono altre e molto piu' pressanti e sono sotto gli occhi di tutti e quello di cui abbiamo bisogno é una sana politica di centro-destra che ci rimetta in sesto.
I libertari dovranno aspettare se vogliono stare nel centro-destra.
postato da: mammamia alle ore ottobre 10, 2006 22:36 | Permalink | commenti (39)
categoria:italia, religione, libertà, società, destra e sinistra
lunedì, 03 luglio 2006
É inutile che io aggiunga qualcosa sul giudizio NEGATIVO che si può dare alle cosiddette liberalizzazioni evacuate sui giornali come oro colato. Perfino Ferrara..., ma Ferrara lo capisco, deve ogni tanto dare un colpo al cerchio e uno alla botte.
Non aggiungo nulla a quanto hanno detto benissimo:

Semplicemente Liberale
Otimaster
Neoquidnimis
Monsoreau
Astrloabio
Kagliostro
Elly

Aggiungo solo che il massimo é stato leggere da qualche parte che qualcuno rimproverava Berlusconi per aver aumentato le pensioni minime. Manovra considerata socialista e non liberale.
Il liberalismo non vuol dire che si devono lasciar morire di fame i vecchietti o i malati. É stato un provvedimento civile ed umano che i sinistri non avevano fatto perché occupati a difendere solo le categorie amiche.
postato da: mammamia alle ore luglio 03, 2006 01:28 | Permalink | commenti (17)
categoria:politica, destra e sinistra
lunedì, 29 maggio 2006
Mi riallaccio alla polemica nata dal post di Otimaster in risposta a quello del Megafono, ma anche per riprendere il discorso cominciato da Robinik e da Monsoreau.

In principio fu Montanelli.
Quando, dopo essersi lasciato manipolare da oscuri individui come Federico Orlando, perse un mucchio di lettori del Giornale e poi perse lo stesso giornale.

Disse la celebre frase: " Questa destra non mi piace" e fu accolto a braccia aperte dalla sinistra che sempre l'aveva definito fascista e che lo aveva anche gambizzato.

Questa frase restò nella testa  di molte persone, anche di destra, che si misero a fare le pulci all'unica destra( come se avessimo altre destre) che finalmente andava al potere.

Fu una frase che la sinistra utilizzò e utilizza ancora in modo manipolativo, come per dire un'altra volta che la destra non era capace di governare, che era indegna dei poveri (stupidi) cittadini che la votavano in buona fede.
Un modo come un altro di delegittimare la destra esistente.

Ora noi abbiamo una destra, che sia buona o meno, abbiamo una destra, dei cittadini che votano a destra, dei moderati, dei cattolici dei liberali. Sicuramente nel tempo riusciremo a migliorarci, ma per farlo occorre tempo e chiearezza di intenti.

A me sembra che in Italia ci sia una confusione enorme nella stessa testa di coloro che si situano a destra.Confusione data dall'enorme numero di partiti e partitini.

Vediamo come fare un po' di ordine nelle idee.

Il  centro-destra o destra, come sarebbe meglio dire in contrapposizione alla sinistra, ha un significato preciso in tutti i paesi che hanno un sistema prevalentemente bipolare.

Facciamo finta che fascismo e comunismo non siano mai esistiti in Italia.

Pensiamo solo ad un sistema bipolare con una Destra equivalente ad un Partito conservatore e una sinistra non troppo socialista, equivalente ai Liberal.

Chi starebbe di qua e chi di là?

PARTITO UNICO DELLA SINISTRA
PARTITO UNICO DELLA DESTRA
DS FORZA ITALIA
RIFONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE
COMUNISTI ITALIANI LEGA
VERDI UDC
RADICALI E SALMONI UDEUR
SOCIALISTI VARI MARGHERITA
ALTRI PICCOLI NUOVA DC
  ALTRI PICCOLI
   



iL QUADRO DIMOSTRA CHE IN iTALIA FONDAMENTALMENTE SAREBBE LA DESTRA, MODERATA O MENO AD AVERE LA MAGGIORANZA.

Quali sarebbero le differenze tra un campo e l'altro?
Quali differenze di vedute, di programma avrebbero?


SINISTRA DESTRA
Riforme di tipo sociale Riforme di tipo liberale
Welfare e più tasse meno tasse
meno welfare
Appoggio ai sindacati Incentivi alla libera iniziativa, creazione di posti di lavoro non parassitari
Istanze "progressiste" come il matrimonio degli omosessuali, la fecondazione in vitro,l'eutanasia, ecc.. Istanze conservatrici miranti a sostenere i valori fondamentali della nostra società che ha  radici cristiane
Ambiente Tutela dell'ambiente e delle opere artistiche senza peraltro bloccare lo sviluppo
In politica estera più supini all'Europa, più vicini al mondo arabo, al terzo mondo agli immigrati... In politica estera più vicini all'America, Inghilterra, Israele.
Controllo severo dell'immigrazione
Pacifismo Militarismo
( che non é una parolaccia, ma l'attribuzione del giusto valore alla difesa e al nostro apparato militare)
Liberalizzazione delle droghe. Sicurezza. Pene più severe e applicate. Riforma della giustizia con l'espulsione dei magistrati che hanno una minima posizione politica.
Lassismo, permissivismo, nichilismo, libertinismo,....

Femminilizzazione del maschio italiano
Nazionalismo ( anche questa non é una parolaccia) amore ed orgoglio di Patria, anche se  lo stato diventasse federale.

Rivalutazione del ruolo maschile  e paterno nella società.

    In questa schematizzazione ho cercato, tralasciando moltissime cose, in cosa si differenziano sostanzialmente la destra e la sinistra.

Se ci si aggregasse per affinità di idee e valori, i blocchi sarebbero quelli del primo quadro. Invece la sinistra é stata capace di attirare nella sua coalizione anche partiti che niente hanno a che vedere con le istanze di sinistra.

E a destra si trovano gruppi che  vorrebbero immettere nella destra istanze che cozzano con l'essenza stessa della destra.  


Sono arrivata a queste conclusioni dopo aver osservato da vicino Paesi federali come il Canada e gli Stati Uniti che sono scevri dall'eterna  dialettica italiana fra fascisti e comunisti.

I "cattolici"di sinistra non saprei dove metterli perché é un controsenso. Un cattolico non può stare a sinistra.
      




postato da: mammamia alle ore maggio 29, 2006 01:16 | Permalink | commenti (66)
categoria:politica, società, destra e sinistra