giovedì, 06 marzo 2008
Ferrara ha ragione, l'aborto ha preso una dimensione spaventosa nei nostri Paesi e certe sue espressioni che parevano aggressive sono ampiamente giustificate.

Stasera ho visto un reportage a Radio-Canada che, a causa dei diritti d'autore non si puo' vedere su internet.

Si parte da un'inchiesta della tv danese ( la Danimarca autorizza l'aborto solo fino alla 12 esima settimana) sul turismo dell'aborto in Spagna.
E conduce un'indagine sulle cliniche dell'aborto del dottor Morin a Barcellona.
Un giornalista incinta di 32 settimane, si mette in contatto con lui dicendo che, visto che non sta piu' col suo compagno, preferisce abortire. Nessun problema, il dottor Morin la rassicura e le spiega come si procede.
Per essere in linea con la legge bisogna che la signora si sottoponga a due visite psichiatriche e poi si farà una diagnosi di depressione che giustificherà l'intervento.
Fatti gli esami, si certifica che il bambino ( anche se é sempre chiamato feto) é in perfetta salute, ma la signora sarà avviata al parto con alcune medicine. Per prima cosa si provoca un infarto al bambino con un farmaco che si chiama digoxina, poi lo si estrae e buonanotte.
Il tutto per 4000 euro.
Nessuna domanda, nessun tentativo di dissuasione.
Da tener presente che il bambino a partire dalla 20 settimana, teoricamente potrebbe sopravvivere, e si mostra un bébé nato alla 28esima con la mamma felice.

Quando il giornalista svela al dottore spagnolo l'inganno, il medico non si scompone minimamente e mostra il codice con la legge relativa all'aborto che lo prevede quando ci siano motivi psicologici. Risponde all'accusa di omicidio da parte del giornalista dicendo che é medico e non fa filosofia.
Sarà poi arrestato nel novembre 2007 insieme ad altri medici delle sue quattro cliniche.
Rifugio di donne da tutta Europa, il dibattito sull'aborto é vivo  anche in Spagna in vista delle prossime elezioni.

Ma veniamo al Canada.

Dal 1988 il "feto" non ha diritti.
La Corte Suprema, infatti, ha stabilito in seguito al ricorso di una donna che voleva abortire dopo la 24 settimana, che il diritto della madre prevale e corrisponde alla Carta dei Diritti e delle Libertà che regola ( e danneggia anche ) tutto in Canada. Dunque fino alla vigilia del parto, teoricamente la donna puo' abortire.

Il medico quebecchese interpellato, ha spiegato che il dottor Morin, lo spagnolo, non faceva niente di illegale e che il metodo adottato era nei fatti, ineccepibile.
Alla domanda che sollevava il problema morale sull'infanticidio, il medico ha risposto che anche lui avrebbe operato nello stesso modo in quanto lui doveva occuparsi dei diritti della donna.
Da notare che  il bambino puo' essere sanissimo e arzillo.

Il vuoto legislativo é voluto per andare incontro alle esigenze delle femministe.

Siccome in Québec non ci sono le expertises necessarie, per gli aborti oltre la 24 settimana e fino alla 36esima settimana, si mandano all'incirca 35 donne all'anno, ( popolazione del QC 7 milioni) a NewYork, in Colorado o in Kansas con una spesa per lo stato di 20.000$ ciascuna.

postato da: mammamia alle ore marzo 06, 2008 23:25 | Permalink | commenti (54)
categoria:spagna, aborto, ferrara, canada