L'altro ieri son dovuta andare all'Agenzia delle entrate per delle pratiche.
Tutto bene all'inizio: Pannelli elettronici coi numeri, sedie sufficienti, tempo di attesa 35 minuti, non male.
Poi, quando é arrivato il mio turno, mi sono presentata allo sportello indicato, una scrivania con due persone.
Mi avvicino titubante perché una delle due sembrava un cliente, ma il donnone severo della scrivania mi appella scocciata perché non mi sbrigo a sedermi.
Mi siedo e spiego il perché della mia esitazione, ma la virago mi interrompe di brutto e mi strappa di mano le carte prima che potessi iniziare a spiegare cosa volessi.
Intanto capisco che il tizio seduto di fianco a lei é uno che sta facendo pratica, un futuro impiegato.
La madama sembra piu' interessata a parlare col tizio che con me.
Sfogtlia le mie carte, io cerco di parlare, ma lei continua a fare le sue cose, poi risponde ad un collega, gli fa un cenno ammiccante ( un amante lavorativo?) e poi piglia il timbro e bum, bum, bum, mi ridà le carte.
Io capisco di avere due copie timbrate e non tre, cerco di dire che ne vorrei un'altra, ma la boss mi aggredisce:"Ma cosa se ne fa? Le bastano quelle due!" E avanti un altro. E cosi' mi dà il benservito.
Mi sento un po' scema e me ne vado.
Poi vengo a sapere che mi manca una copia, domani ci devo tornare, dopo aver telefonato ed essere stata bistrattata un'altra volta dalla Arpia pubblica.
Domani un'altra coda, forse mi mancherà qualche altro foglio e, per scaramanzia, devo portare con me due marche da bollo, caso mai...
Ma per una volta non mi sento suddita di un Paese del Cavolo, questa volta il cadavere del mio nemico passerà sul fiume e mi godro' il piatto freddo della vendetta:
Questa volta ho un Protettore, il Protettore dei cittadini in coda con le mani piene di carte sbagliate:
Tutto bene all'inizio: Pannelli elettronici coi numeri, sedie sufficienti, tempo di attesa 35 minuti, non male.
Poi, quando é arrivato il mio turno, mi sono presentata allo sportello indicato, una scrivania con due persone.
Mi avvicino titubante perché una delle due sembrava un cliente, ma il donnone severo della scrivania mi appella scocciata perché non mi sbrigo a sedermi.
Mi siedo e spiego il perché della mia esitazione, ma la virago mi interrompe di brutto e mi strappa di mano le carte prima che potessi iniziare a spiegare cosa volessi.
Intanto capisco che il tizio seduto di fianco a lei é uno che sta facendo pratica, un futuro impiegato.
La madama sembra piu' interessata a parlare col tizio che con me.
Sfogtlia le mie carte, io cerco di parlare, ma lei continua a fare le sue cose, poi risponde ad un collega, gli fa un cenno ammiccante ( un amante lavorativo?) e poi piglia il timbro e bum, bum, bum, mi ridà le carte.
Io capisco di avere due copie timbrate e non tre, cerco di dire che ne vorrei un'altra, ma la boss mi aggredisce:"Ma cosa se ne fa? Le bastano quelle due!" E avanti un altro. E cosi' mi dà il benservito.
Mi sento un po' scema e me ne vado.
Poi vengo a sapere che mi manca una copia, domani ci devo tornare, dopo aver telefonato ed essere stata bistrattata un'altra volta dalla Arpia pubblica.
Domani un'altra coda, forse mi mancherà qualche altro foglio e, per scaramanzia, devo portare con me due marche da bollo, caso mai...
Ma per una volta non mi sento suddita di un Paese del Cavolo, questa volta il cadavere del mio nemico passerà sul fiume e mi godro' il piatto freddo della vendetta:
Questa volta ho un Protettore, il Protettore dei cittadini in coda con le mani piene di carte sbagliate:
postato da: mammamia alle ore novembre 19, 2008 18:06 | Permalink | commenti (45)
categoria:politica, burocrazia, brunetta
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