Ringrazio l'amico Vandea Italiana ( il quale oggi scrive un bel post su Pannella) , per aver riportato l'articolo di Marcello Veneziani su Libero del 27 dicembre.
Un articolo che mi trova assolutamente d'accordo, considerato il mio privilegiato punto di osservazione su una societa' che é gia' in avanzato stato di decomposizione come quella quebecchese.
ECCO L'ARTICOLO:
Omunisti al potere, la novità dell'anno che va
"Il 2006 sarà ricordato come l'anno della svolta copernicana della sinistra italiana: i comunisti diventarono omunisti. Chi sono gli omunisti? Sono gli ideologi e i militanti dell'omosessualità come Valore Politico, Rivoluzione sociale, Lotta di classe fondata sugli ormoni. La sinistra combatte ormai solo per i diritti dell'Omo e suoi derivati. Da qui la definizione di omunisti, che non è la versione toscana del comunismo, visto che i toscani aspirano la c; ma la versione ideologica dell'omosessualità, definita appunto omunismo, come tutti gli ismi che affollano il teatrino delle ideologie.
Sull'omosessualità nulla da dire, è un orientamento innato o acquisito di una minoranza, è un'inclinazione; non disprezzo e condanno nessuno per questo, fatti loro e rispetto per tutti.
Ma l'omunismo no, è la versione pubblica e ideologica dell'omosessualità, la teoria che legittima l'esibizione dell'omosessualità, l'orgoglio gay, e pretende di equiparare le coppie omosessuali alle famiglie, ritenendo irrilevanti i figli.
La nuova bandiera dell'omunismo è felce e martello. Per chi non lo sapesse, la felce è una pianta bisex, in versione femminile e maschile, ma sterile, cioè senza fiori né frutti, che serve da base per una delicata linea di saponi, talco e cipria.
Le diseguaglianze sociali, i poveri, i proletari - che come dice il nome avevano prole a carico - interessano ormai poco e nulla alla sinistra. Il tema principale è invece l'omanesimo, la battaglia per istituire i Pacs per le coppie omosessua li, la festività del Gay pride, la fiorente letteratura omosessuale che conquista i banchi delle librerie, dove ci sono persino collane dedicate ai "classici dell'omosessualità", la scoperta gioiosa che l'omosessualità è diffusa pure tra gli animali, dunque è secondo natura; le pari, anzi maggiori, opportunità agli omosessuali, l'uso delle icone del masculo siculo, erotomane, come Lando Buzzanca, o del maiale allupato da commedia sexy, come Lino Banfi, per propagandare la gioia e la norma di avere un figlio o una figlia gay; la presenza potente di una lobby omosessuale e trasversale, la rilevanza pubblica, anzi istituzionale, di testimonial come Grillini, Luxuria, Vendola; l'apoteosi televisiva di coppie omosex come Dolce & Gabbana.
Non c'è programma politico, televisivo, scolastico o universitario che non si doti del suo omosex da passeggio. E ogni outing omo, ogni confessione aperta di aver praticato omosessualità, fa guadagnare punti nella classifica degli arrampicatori.
Mi attendo che anche su questo Fini faccia outing , come per lo spinello, la kippah e la moto senza casco: «Una volta ci ho provato anch'io con un collega di governo. Che avete capito, era un rude leghista». Da Mussolini a Malgioglio.
Vista l'impossibilità di mantenere la promessa di una rivoluzione sociale, visto l'esempio del socialismo di Zapatero che riversa sulla famiglia quel che non può più promettere in fabbrica, la sinistra si è tagliata la c, che i triviali leggeranno al maschile o al plurale, alludendo agli organi sessuali evirati, e si è buttata sulla battaglia per la santificazione dell'omosessualità.
I filosofi diranno invece che la c cassata al comunismo è stata recuperata altrove, passando dall'astrazione alla castrazione. Prima sognavano le astrazioni dell'ideologia, poi, caduto il comunismo, si sono castrati; il rosso è sfumato nel rosa e allora è spuntata la passione civile per l'omosessualità. Non si tratta di una battuta da caserma, ma di una teoria vera e propria: Schopenhauer sosteneva che l'amore, l'attrazione dei sessi era un'astuzia della specie che si serviva degli impulsi sessuali e sentimentali per riprodursi e così perpetuarsi. Oggi la specie ha deciso di estinguersi, o perlomeno di suicidarsi in Occidente, e ha propagato il valore dell'omosessualità per impedire il riprodursi e il perpetuarsi dell'umanità.
L'omosessualità come eutanasia della specie.
Un segno di stanchezza e di rigetto della vita che assume le fattezze, sgargianti o raffinate, del mondo gay.
L'obiettivo è una società in cui saremo tutti omo, prefisso greco che sta per uguali; ma l'eguaglianza a cui si allude oggi non è più quella delle condizioni economiche e sociali del vecchio comunismo, ma sessuali e ormonali.
Da qui la svolta copernicana della sinistra italiana (già prevedo il commento acuto del filosofo Giulio Giorello: che comico, Veneziani confonde la rivoluzione omosessuale con la rivoluzione astrologica, sostiene che Copernico era gay).
Come sapete, un articolo del genere provoca la scomunica con l'accusa di omofobia e successivamente l'accusa di omosessualità repressa, con l'implicita condanna ai favori forzati nei confronti di omosessuali praticanti, se si vuole estinguere il reato. Ma vi assicuro che non ho un filo di omofobia, non mi spaventano le inclinazioni omosessuali, amo alcuni grandi scrittori omosessuali come Pasolini, Mishima, la Yourcenar e Montherlant e non ho la minima prevenzione verso gli omosessuali in alcun campo; mi sono simpatici e antipatici esattamente come gli altri.
L'omosessualità non modifica di un filo, nel bene e nel male, il giudizio che ho di loro. Vorrei solo che le loro scelte restassero nell'ambito privato e non fossero consegnate agli omunisti per farne una bandiera di riscatto ideologico e un modello di riferimento pubblico. Ompagni, avete perso la testa.".
Un articolo che mi trova assolutamente d'accordo, considerato il mio privilegiato punto di osservazione su una societa' che é gia' in avanzato stato di decomposizione come quella quebecchese.
ECCO L'ARTICOLO:
Omunisti al potere, la novità dell'anno che va
"Il 2006 sarà ricordato come l'anno della svolta copernicana della sinistra italiana: i comunisti diventarono omunisti. Chi sono gli omunisti? Sono gli ideologi e i militanti dell'omosessualità come Valore Politico, Rivoluzione sociale, Lotta di classe fondata sugli ormoni. La sinistra combatte ormai solo per i diritti dell'Omo e suoi derivati. Da qui la definizione di omunisti, che non è la versione toscana del comunismo, visto che i toscani aspirano la c; ma la versione ideologica dell'omosessualità, definita appunto omunismo, come tutti gli ismi che affollano il teatrino delle ideologie.
Sull'omosessualità nulla da dire, è un orientamento innato o acquisito di una minoranza, è un'inclinazione; non disprezzo e condanno nessuno per questo, fatti loro e rispetto per tutti.
Ma l'omunismo no, è la versione pubblica e ideologica dell'omosessualità, la teoria che legittima l'esibizione dell'omosessualità, l'orgoglio gay, e pretende di equiparare le coppie omosessuali alle famiglie, ritenendo irrilevanti i figli.
La nuova bandiera dell'omunismo è felce e martello. Per chi non lo sapesse, la felce è una pianta bisex, in versione femminile e maschile, ma sterile, cioè senza fiori né frutti, che serve da base per una delicata linea di saponi, talco e cipria.
Le diseguaglianze sociali, i poveri, i proletari - che come dice il nome avevano prole a carico - interessano ormai poco e nulla alla sinistra. Il tema principale è invece l'omanesimo, la battaglia per istituire i Pacs per le coppie omosessua li, la festività del Gay pride, la fiorente letteratura omosessuale che conquista i banchi delle librerie, dove ci sono persino collane dedicate ai "classici dell'omosessualità", la scoperta gioiosa che l'omosessualità è diffusa pure tra gli animali, dunque è secondo natura; le pari, anzi maggiori, opportunità agli omosessuali, l'uso delle icone del masculo siculo, erotomane, come Lando Buzzanca, o del maiale allupato da commedia sexy, come Lino Banfi, per propagandare la gioia e la norma di avere un figlio o una figlia gay; la presenza potente di una lobby omosessuale e trasversale, la rilevanza pubblica, anzi istituzionale, di testimonial come Grillini, Luxuria, Vendola; l'apoteosi televisiva di coppie omosex come Dolce & Gabbana.
Non c'è programma politico, televisivo, scolastico o universitario che non si doti del suo omosex da passeggio. E ogni outing omo, ogni confessione aperta di aver praticato omosessualità, fa guadagnare punti nella classifica degli arrampicatori.
Mi attendo che anche su questo Fini faccia outing , come per lo spinello, la kippah e la moto senza casco: «Una volta ci ho provato anch'io con un collega di governo. Che avete capito, era un rude leghista». Da Mussolini a Malgioglio.
Vista l'impossibilità di mantenere la promessa di una rivoluzione sociale, visto l'esempio del socialismo di Zapatero che riversa sulla famiglia quel che non può più promettere in fabbrica, la sinistra si è tagliata la c, che i triviali leggeranno al maschile o al plurale, alludendo agli organi sessuali evirati, e si è buttata sulla battaglia per la santificazione dell'omosessualità.
I filosofi diranno invece che la c cassata al comunismo è stata recuperata altrove, passando dall'astrazione alla castrazione. Prima sognavano le astrazioni dell'ideologia, poi, caduto il comunismo, si sono castrati; il rosso è sfumato nel rosa e allora è spuntata la passione civile per l'omosessualità. Non si tratta di una battuta da caserma, ma di una teoria vera e propria: Schopenhauer sosteneva che l'amore, l'attrazione dei sessi era un'astuzia della specie che si serviva degli impulsi sessuali e sentimentali per riprodursi e così perpetuarsi. Oggi la specie ha deciso di estinguersi, o perlomeno di suicidarsi in Occidente, e ha propagato il valore dell'omosessualità per impedire il riprodursi e il perpetuarsi dell'umanità.
L'omosessualità come eutanasia della specie.
Un segno di stanchezza e di rigetto della vita che assume le fattezze, sgargianti o raffinate, del mondo gay.
L'obiettivo è una società in cui saremo tutti omo, prefisso greco che sta per uguali; ma l'eguaglianza a cui si allude oggi non è più quella delle condizioni economiche e sociali del vecchio comunismo, ma sessuali e ormonali.
Da qui la svolta copernicana della sinistra italiana (già prevedo il commento acuto del filosofo Giulio Giorello: che comico, Veneziani confonde la rivoluzione omosessuale con la rivoluzione astrologica, sostiene che Copernico era gay).
Come sapete, un articolo del genere provoca la scomunica con l'accusa di omofobia e successivamente l'accusa di omosessualità repressa, con l'implicita condanna ai favori forzati nei confronti di omosessuali praticanti, se si vuole estinguere il reato. Ma vi assicuro che non ho un filo di omofobia, non mi spaventano le inclinazioni omosessuali, amo alcuni grandi scrittori omosessuali come Pasolini, Mishima, la Yourcenar e Montherlant e non ho la minima prevenzione verso gli omosessuali in alcun campo; mi sono simpatici e antipatici esattamente come gli altri.
L'omosessualità non modifica di un filo, nel bene e nel male, il giudizio che ho di loro. Vorrei solo che le loro scelte restassero nell'ambito privato e non fossero consegnate agli omunisti per farne una bandiera di riscatto ideologico e un modello di riferimento pubblico. Ompagni, avete perso la testa.".
postato da: mammamia alle ore dicembre 28, 2006 10:48 | Permalink | commenti (6)
categoria:omosessuali, pacs
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